giovedì 18 febbraio 2010

VINCENZO CORCELLI: L' ARTISTA TRA ARTE E ARTIGIANATO






Elementi decorativi in fase di realizzazione
nello studio d'arte Pigmento.


La realizzazione di questi elemeti decorativi rappresenta la richiesta di una committenza che ricerca ancora oggi nell'operato di un artista non più l'importanza di un'opera che serva a istruire o innalzare lo spirito, o a dare per forza un concetto ad un'opera d'arte. Qui l'opera d'arte è grande al di là delle intenzioni di chi l'ha concepita, questo tipo di produzione è il prolungamento dell'esistenza di artisti passati che oggi si oggettivano, e quanto più esse sono perfette e compiute tanto più arriva la sensibilità di chi guarda. In queste opere l'unico impegno morale che viene chiesto ad un'artista è che sia capace di rappresentare la forma a un grado cosi' alto che il suo impegno sia nella qualità del fare. La eticità di un buon artigiano è nell'essere bravo, la eticità di un'opera d'arte è nell'essere un esempio di perfezione incommensurabile; qui è importante non l'intenzione dell'artista ma il suo atto. Quanto più l'opera è perfetta, compiuta, di qualità sovrana, tanto più essa è utile, ma non in quanto utile , ma in quanto essa crea una reazione, impone una posizione quasi di religioso rispetto. Di fronte a un capolavoro del passato noi siamo in dubbio su noi stessi, dubitiamo della nostra esistenza, non dell'esistenza dell'opera, la grandezza dell'opera è nel metterci in difficoltà, crearci disagio, è imporci una riflessione fino alla paura e al desiderio di scappare. L'opera d'arte del passato di qualità artigianale crea un profondo imbarazzo, fa sentire la grandezza di chi l'ha concepita rispetto alla debolezza di chi la guarda. Qui è l'elemento etico. L'avvertimento della nostra inferiorità, l'avvertimento della nostra inadeguatezza, la difficoltà di confrontarsi con quella grandezza, oppure il passivo avvertimento, la passiva accettazione di quella grandezza. In questo è la moralità di un'opera d'arte, non in altro. La moralità di un'opera d'arte è nell'impegno, nella tensione spirituale estetica che diventa di suo fatto tensione morale. Le opere d'arte del passato sono esemplari in quanto compiute con una perfezione inattingibile, e sono di un sublime artigianato, infatti noi rispettiamo un bravo artigiano. La moralità di un artista oggi è nel fare? La moralità è nell'aver prodotto un opera di qualità? Quanti studiano ancora veramente il passato per un' arte futura più pura? L'arte di oggi non fa altro che cercare scalpore, oppure, cerca di contraddirsi e mettersi sempre in discussione: con un carattere artistico del genere si arriva solo alla volgarità. Il gioco di assemblare correnti e stili di artisti in voga, il gioco di nascondersi dietro l'astratto e le forme semplici, il gioco dello scalpore e di farsi un nome prima di tutto sembra un'ottima scusa per far parlare di sè... chi osserva un opera oggi , cerca delle risposte, ma l'arte cosa fà invece? Pone delle domande. Molta gente guarda con disprezzo la tristezza, la sfugge, guarda rimbambita dei quadri frutto di un minestrone di tecniche e sperimentazioni già fatte da artisti in voga... e poi chi decide cos'è arte? Non è solo giro di danaro anche per i non addetti al mestiere?

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